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Merletti ritrovati: una storia bella

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Una storia bella, frutto di tanto amore, di appassionata ricerca e di un pizzico di fortuna, che non guasta mai. A volte si sente parlare di opere d'arte ritrovate fortunosamente, ed è sempre un momento toccante, di gioia condivisa, perchè l'arte e la bellezza hanno un valore universale. Per una volta, questa emozione ce la regala un merletto, che riemerge in modo del tutto inaspettato e modifica una parte della storia, così come finora la conoscevamo...
Scrive Doretta Davanzo Poli: "Bravissimo, preparatissimo e fortunatissimo Andrea Ocello. Complimenti.  Questo risultato non è solo frutto di grande amore per l'arte del  merletto,di studio continuativo, di aggiornamento, di spirito di  ricerca, ma anche di notevoli capacità investigative. Il suo racconto  chiaro, esauriente, talora di suspence, non lascia dubbi, almeno a me  personalmente, che si tratti proprio del merletto strappato allo storico  incendio.Spero riesca a trovare ulteriori conferme nell'archivio  di disegni della Scuola di Burano, anche se il lavoro di sistemazione  degli stessi (nel 1989-90 li avevo divisi su grandi cassettiere  metalliche cronologicanente e per tipologia disegnativa) mi permette di  ricordare, così mi pare, che ci fossero pochi disegni di punto rosa. Partecipo alla gioia di questo salvataggio con voi tutti. Sono molto contenta anch'io. Congratulazioni"
Leggiamo dunque questa storia avvincente, dalla viva voce dei protagonisti: Andrea Ocello e Luciana Molinis.
Andrea Ocello

Era marzo ed io decisi di partecipare ad una pubblica asta in Francia, avevo notato tra i vari lotti un magnifico  punto alla rosa, chiaramente di inizio novecento, frammento che possiede identico la cara Luciana  Molinis. Quel venerdì 13 l'asta si concluse bene, il pezzo era mio!
Felice, telefono alla cara amica Bianca Rosa Bellomo e comunico la bella notizia. Si inizia a parlare  di merletti e, non chiedetemi come, si arriva a toccare anche l'Esposizione Universale di Milano del 1906, conosciuta anche col nome di Esposizione Internazionale del Sempione, che purtroppo sarà ricordata per sempre per il tragico incendio che nella notte del 3 agosto distrusse il padiglione delle Arti Decorative Italiane ed Ungheresi. Questo triste evento è stato omaggiato da un bel testo: "le pagine di questo  libro, raccolte mentre le nostre sale si offrivano al pubblico come una  geniale rivelazione d'arte e di lavoro italiano, assumono oggi pregio particolare di documento e rimangono a ricordare  l'opera compiuta, il pensiero e l'amore di chi l'aveva promossa ed ordinata". Io non lo conoscevo, ma quella sera Bianca Rosa mi inviò il link da dove poterlo scaricare. Ebbene... nessuno forse mi crederà, ma appena finito il download, aprì quel pdf senza far caso alla pagina che cadde sulla 341...Era il punto rosa che qualche ora prima avevo comprato!!! Non credevo ai  miei occhi, era un sogno!!! Un sogno!!! Telefonai subito a Luciana alla quale dissi: amica mia, non crederai a  quello che sto per dirti ma nelle mani non abbiamo solo un merletto, un  magnifico merletto, ma un documento storico: Luciana, ecco perchè il nostro merletto è macchiato di scuro e pare bruciato nei lati, è ciò che si è salvato dall'incendio del 1906!!!
Lascio a voi immaginare l'emozione.
Il  bordereau da pagare mi fu inviato il lunedì successivo, il 16 marzo Di corsa eseguo il pagamento ma ahimè, lo stesso giorno arrivano le disposizioni per la chiusura di tutti gli esercizi pubblici in Francia a seguito del Covid ed il mio merletto resta chiuso in una cassaforte, "le spedizioni avverranno in seguito" mi dicono.Penso tra me e me: questo è davvero il "merletto maledetto"! Ma finalmente, dopo 3 mesi, il merletto è tornato a casa; ritorna in Italia, Italia che aveva abbandonato forse poco tempo dopo l'incendio. Lo acquistò probabilmente in origine la Signora Elizabeth Czabafy (nota commerciante londinese di merletti, amica e collaboratrice di Santina Levy, Pat Earnshaw, Fulvia Lewis) che nel 1988 lo vendette alla Signora Riete Alkema.
Tante sono le cose che dovrò scoprire: ad esempio vorrei capire a quale modello della Scuola Merletti di Burano  corrisponde, Doretta  Davanzo Poli nei suoi libri ce ne mostra parecchi, quindi sono fiducioso che negli  archivi  di Palazzo Mocenigo troverò risposte. Voglio sapere che filo di lino  hanno impiegato, il titolo, la marca, anche i fili di lino sono presenti  negli archivi, anzi alcune matasse sono esposte nel Museo di Burano.
Ora mi fermo, vi lascio godere il favoloso reperto anche se le foto non rendono giustizia.

Luciana Molinis

L'apertura  del pacchetto di Andrea è stata fatta in diretta telefonica, e così ha rinnovato in me l'emozione provata anni fa, quando ricevetti il mio  merletto...
Nelle immagini, qualche dettaglio del magnifico merletto a punto neve che acquistai a Londra anni fa (faceva parte della collezione di Jane Page; nelle immagini, alcuni dettagli su questa celebre collezione) e mi procurò (e mi procura ancora) grandissima emozione. Stupefacente è la tridimensionalità e la leggerezza dei particolari aerei.
Con Andrea, novello acquirente di una seconda porzione, stiamo cercando di accostare i due pezzi per ricostruire la storia completa del merletto e chissà, con un po' di fortuna, trovare in qualche cassetto dimenticato di Burano il disegno o il progetto ispiratore... Intanto godiamoci qualche ingrandimento per la gioia degli occhi.
Questo  merletto (n.0566 della mia collezione) è già stato esposto nella Mostra  "I merletti nel tempo - Patrimonio da salvare" tenutasi a Udine,  Palazzo Morpurgo, nel 2012/13.

Il merletto di Andrea Ocello
Il merletto di Luciana Molinis
 
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